È possibile amare Montalcinello, la sua storia, la sua identità, la sua comunità millenaria, al di là di ogni divisione politica, personale, o delle antiche contrapposizioni da Guelfi e Ghibellini?
Sì, è possibile.
È possibile smettere di ferirci a vicenda, smettere di trarre una sottile soddisfazione dai fallimenti degli altri, come se vedere un evento andare deserto o il paese spegnersi lentamente potesse davvero portarci gioia. Non è gioia: è una sconfitta collettiva.
Quella che stiamo vivendo, in fondo, è una forma di guerra civile silenziosa. E questa guerra, a Montalcinello, deve finire e finirá.
Che piaccia o meno, Montalcinello tornerà a essere una gemma, non solo a livello regionale, ma oltre. Non è un’illusione nostalgica: è una possibilità concreta, radicata nella sua storia. Un tempo battevamo moneta, il Vescovo ci sceglieva, eravamo un centro vivo, rispettato, capace di attrarre e generare valore. Quel passato non è morto: è una promessa.
Quando, nel settembre 2025, scrissi delle ragioni per venire a vivere a Montalcinello, ne accennai una più nascosta, quasi un segreto. Oggi posso dirlo con più chiarezza: Montalcinello ha respiro internazionale e questo respiro può riportarlo a un livello di visibilità e vitalità che molti oggi faticano persino a immaginare.
A chi rema contro, a chi gode nel frenare, nel criticare, nel dividere, dico: provate a fermare il vento.
E a chi resta fermo, indifferente, spettatore, ricordo le parole di Dante sugli ignavi. Restare a guardare mentre Montalcinello si svuota, mentre perde pezzi della sua anima, non è neutralità: è complicità con il declino. Se davvero lo amate, non potete limitarvi a osservare.
È tempo di rimboccarsi le maniche.
È tempo di costruire, non di sabotare.
È tempo di collaborare, non di competere per il nulla.
Montalcinello non è un gioco da tavolo su cui muovere pedine, comprare caselle o fare strategie personali.
È una comunità viva, fragile e preziosa.
E merita rispetto.
E merita impegno.
E merita futuro.

Ruggito della Pro Loco di Montalcinello (dal latino, letteralmente «a favore del luogo»), Aprile 2026.

