
Che fossimo legati all’antica capitale etrusca di Volterra, a Montalcinello, lo sanno anche le pietre.
E così ci siamo andati, in missione.
A Volterra non ho potuto fare a meno di entrare nell’atelier di Michele Nardiello, che continua a dipingere per cercare la sua compagna. Tutto, lì dentro, è dedicato a questa ricerca.
E nell’atelier mi ha colpito questo dipinto, che come per la zecca in passato, ora si trova a Montalcinello. Ci ho visto una via.
Questo stile grumoso si chiama astrattismo materico, “che invita ad addentrarsi nell’opera sino a spingere lo sguardo oltre la superficie che da bidimensionale diventa bassorilievo, ma anche scultura. […] Poi c’è l’oro, come un filone o una pepita, come poteva apparire a un ricercatore del prezioso metallo. L’oro appare, sgorga lucente, una colata lavica che non distrugge ma impreziosisce.” (Sergio Borghesi, 2024)

