Ho preso queste istantanee da un vecchio video di una casa di Montalcinello, poi venduta. Era la casa del maestro. Una casa piena di memoria, di gesti ripetuti per anni, di silenzi e di voci che sembrano ancora abitare le stanze. È finita in mani capaci, e questo è un bene. Ma guardando queste immagini mi è tornato alla mente qualcosa di più grande.
Perché in tutte le case di Montalcinello ho visto cose che voi “umani” non potreste immaginare.
Oggetti rimasti fermi nel tempo. Cucine dove il fuoco raccontava le stagioni. Scale consumate da generazioni di passi. Cortili dove si è riso, litigato, festeggiato, lavorato.
Un mondo che non esiste più o che sopravvive solo qui, nascosto tra queste pietre.
Se sei in fuga dal mondo moderno,
se senti il bisogno di rallentare davvero,
se vuoi mollare tutto e ricominciare da capo,
trova un modo ed un motivo per raggiungerci.
Certo, siamo caratteriali, come tutti i montanari.
Certo, non abbiamo peli sulla lingua.
Certo, alziamo la voce… e qualche volta anche il gomito.
Ma siamo veri.
E in un mondo sempre più finto e guerrafondaio, avere una identitá autoctona è una cosa rara.



