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Montalcinello, il rifugio sicuro del Vescovo di Volterra

2025-12-27 21:11

Lorenzo

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Montalcinello, il rifugio sicuro del Vescovo di Volterra

Crediamo indicativa una fase turbolenta della storia medievale, che vide Montalcinello diventare nientemeno che la residenza del Vescovo di Volterra..

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Crediamo indicativa una fase turbolenta della storia medievale, che vide Montalcinello diventare nientemeno che la residenza del Vescovo di Volterra. Era il lontano 1231 quando, ritenuto un posto sicuro poiché lontano dai luoghi di potere, il nostro piccolo borgo venne scelto dal Vescovo che vi rimase fino al 1236, diventando di fatto una residenza vescovile temporanea e scusateci se vi pare poco.


Abbiamo già visto come nello stesso secolo Montalcinello fosse diventata sede della Zecca. Le stesse ragioni spinsero la Chiesa di Volterra ad individuarlo come rifugio sicuro in un momento di grave instabilità.


Facciamo un passo indietro, per capire come si sia potuti arrivare a questo incredibile ruggito di Montalcinello: il governo autoritario del Vescovo Galgano dei Pannocchieschi di Travale (capostipite dei conti di Elci), che resse la diocesi tra il 1150 e il 1170 tra conquiste di castelli ed interessi finanziari, aveva alimentato un crescente malcontento che sfociò nel suo assassinio. Il successore Ugo, in carica fino al 1185, tentò di ristabilire l’ordine e fece giurare obbedienza a Siena. A lui seguì Ildebrando Pannocchieschi che, protetto dall’imperatore Federico I, avviò una vertenza con Siena. Le tensioni avevano portato ad un accordo sfavorevole per Volterra nel 1183, obbligata a pagare un tributo annuale ed a concedere in garanzia il castello di Frosini e la corte di Montalcinello, condizioni poi annullate nel 1186 dall’imperatore Arrigo VI. La situazione si aggravò sotto il vescovado di Pagano dei Pannocchieschi, che ereditò una diocesi in forte difficoltà economica. I contrasti con Siena si intensificarono fino all’occupazione di Montieri e Chiusdino e all’imprigionamento dello stesso Pagano, che ottenne la libertà impegnandosi a ripristinare il pagamento della tassa. Nel 1220, di fronte ad una crisi finanziaria sempre più profonda, Pagano lanciò una scomunica contro i suoi creditori.


Il punto di rottura si raggiunse nel 1231 quando lo scontro tra vescovo, podestà e cittadini di Volterra divenne aperto. Pagano fu più volte minacciato di morte e, temendo di subire la stessa sorte di Galgano (bruciato nella propria casa) decise di lasciare Volterra. Scelse la nostra Montalcinello, dove si sentiva protetto grazie alla vicinanza dei suoi familiari, i conti di Travale, e di potenti alleati come gli Aldobrandeschi, proprietari di vari castelli della zona. Durante la permanenza a Montalcinello, Pagano era anche in grado di controllare direttamente le sue proprietà (a Belforte, Casole, Montieri e Berignone). Questo trasferimento provocò gravi accuse nei suoi confronti, come quella di diserzione, accuse alle quali rispose rivendicando il diritto di poter risiedere in qualunque luogo della sua diocesi, come fosse una contemporanea richiesta di smart working.


Solo alla fine del 1236 Pagano fece ritorno a Volterra. Convocò i cittadini nella cattedrale e impartì l’assoluzione per le precedenti scomuniche, chiudendo così una fase turbolenta della storia medievale di Volterra. Montalcinello rimase ancora una volta nella memoria storica come rifugio strategico e simbolo di un potere ecclesiastico in cerca di sicurezza. 


Fonte: Serpi E., “Montalcinello: origine e vicende di una comunità”, 1997

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